martedì 24 luglio 2012

Il Racconto del Mondo. Chaucer e il Medioevo

Prezzo € 24,50 Lindau Edizioni Libro - Pagine 368 Formato: 14x21 Anno: 2012




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Poche opere di Chesterton hanno la felice ispirazione di questo denso e arguto testo sulla cultura medievale e su Geoffrey Chaucer, il «padre della letteratura inglese», che fu uno dei suoi massimi rappresentanti.
Chesterton rievoca alla sua maniera – libera, ironica, pungente – questa poliedrica figura di scrittore, poeta, funzionario di corte e diplomatico morto nell’anno 1400, di cui poco si sa, oltre al fatto che scrisse I racconti di Canterbury e si mosse da protagonista discreto sullo scenario europeo durante la Guerra dei Cent’Anni.

Chaucer ci ha lasciato scritto che era grasso, che era pigro nell’alzarsi dal letto, che prediligeva le circostanze in cui poteva far la figura dello sciocco, che si pensava di lui che schivasse i suoi vicini a causa della sua mania per i libri... sembra l’autoritratto di Chesterton, che si riconosceva profondamente in questo erudito non paludato, spirito indipendente e curioso, razionale e sentimentale, autorevole e giocoso. Ma soprattutto, cattolico. Agli occhi di Chesterton, Chaucer incarna l’universalità della cultura cristiana e la ricchezza del suo umanesimo, elementi fondativi del medioevo e tutt’altro che inutili oggi.
«Siamo abituati a sentir parlare di secoli bui, ma la maggior parte di noi sa che i veri secoli bui vennero prima del medioevo e che per molti aspetti il medioevo fu tutto fuorché buio», scrive Chesterton.
Il medioevo raccontato in questo libro è un’epoca straordinaria sul piano dell’arte e della spiritualità, che non può essere ridotta a una sorta di parentesi magari suggestiva, ma in fondo un po’ estranea al corso della storia dell’uomo occidentale. Lungi dall’essere un tributo accademico, queste pagine fanno rivivere un intero mondo e aggiungono un nuovo, suggestivo tassello al grande affresco sull’Occidente realizzato da Chesterton con il complesso della sua opera.
«In Italia la fortuna di Chaucer è faccenda di pochi specialisti, mentre una delle ambizioni di Chesterton è quella di rendere un poco di giustizia a un autore che egli ritiene sempre e anzitutto estremamente “popolare”: un uomo che ha scritto per il popolo ciò che al popolo piace da sempre sentirsi raccontare, ieri come oggi.» dalla prefazione di Edoardo Rialti

Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) fu scrittore e pubblicista dalla penna estremamente feconda. Soprannominato «il principe del paradosso», usava una prosa vivace e ironica per esprimere serissimi commenti sul mondo in cui viveva. Scrisse saggi letterari e polemici, romanzi «seri» e gialli.



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